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NUTRI-MENTI
Significato culturale, sostenibilità e diritto del cibo

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CAMBIO DI PROGRAMMA POST MERIDIANO

⚠️ La conferenza di questo pomeriggio sui DCA a causa di indisponibilità improvvisa della relatrice è stata annullata. Proprio in questi istanti, il comitato organizzatore sta valutando eventualmente di allestire una tavola rotonda di chiusura. STAY TUNED! Grazie

PROGRAMMA FORUM FERDINANDO ROSSI 2024

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Mercoledì 17 aprile 2024
Aula Terracini - Palazzo Nuovo

15:30

Saluti Istituzionali

15:30 - 16:00

16:00

Intervento Prof. Egidio Dansero

Università degli Studi di Torino

16:00 - 17:00

Le politiche locali del cibo: possibilità per riorientare (anche “dal basso”) il sistema del cibo verso una maggiore sostenibilitividui

L’intervento intende soffermarsi sulla ridefinizione del rapporto “cibo-città”, a partire dal quale, da alcuni anni, si sta via via affermando un filone di studi, di pratiche e politiche che nel dibattito anglosassone viene definito con urban food planning (policy, strategy) anche se nel dibattito italiano si preferisce indicare come “politiche locali del cibo”. Cosa intendiamo per politiche locali del cibo? Come questa prospettiva, riproponendo il rapporto cibo-città porta a ripensare il rapporto tra “culture e territori del cibo”? Attraverso riferimenti sia al dibattito teorico, sia a esperienze e processi in corso nel contesto internazionale e nel caso italiano in particolare, si cercherà di evidenziare e discutere il bisogno di costruire rappresentazioni e narrazioni di nuove culture e nuovi territori basati sulla reinterpretazione del rapporto cibo-città, come base per azioni integrate e sistemiche di riorientamento del sistema del cibo.

17:00

Intervento Dott. Bruno Surace

Università degli Studi di Torino

17:00 - 18:00

Il cibo come content – Panorami contemporanei del food influencing

Nel mare magnum della comunicazione digitale i discorsi del cibo assurgono a una posizione quantitativamente dominante. I feed dei social network, le tendenze di YouTube, le live streaming su Twitch e il bacino inesauribile di TikTok esondano di cibarie. Fra influencer, content creator, e chi tenta con più o meno successo di intraprendere questa carriera, anche i contenuti generati da intelligenze artificiali (in vertiginoso aumento) prediligono – quando non si tratti di gattini – l’universo dell’alimentazione. Si tratta di un campo semantico vasto e oramai piuttosto codificato, che si articola fra la totale valorizzazione nutrizionale (in un tripudio di proposte vigoressiche di stili di vita sani) e la degenerazione estetica del food porn (locuzione, quest’ultima, oggi già “vecchia”) in quanto abbuffata per gli occhi. Il cibo come contenuto, come pasto principale di una dieta mediale, che viene digerito transmedialmente dalla “gastromania” televisiva e cinematografica, è oggi magnificato ma anche ridotto a forma intrattenitiva, se non a puro automatismo spesso di livello bassissimo. Obiettivo di questo intervento è proporre, tramite lo studio di una case history, un inquadramento del complesso Umwelt digitale alimentare contemporaneo, indugiando sulle sue derive maggiormente problematiche, e che coincidono spesso con la patina di un’esaltazione del cibo (“Provo il più costoso ristorante di Los Angeles”, “Preparo una pizza con gli ingredienti scelti dai follower”, “Reaction ai 3stelle più strani”, e così via, all’infinito), e la sua banalizzazione, ideologizzazione (in termini, anzitutto, di classe), se non proprio totale desemantizzazione.

Giovedì 18 aprile 2024
Aula Terracini - Palazzo Nuovo

10:30

Intervento Prof. Andrea Pieroni

Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo

10:30 - 11:30

Gastronomie popolari e coevoluzione: la lezione dell’ecologia umana

E' ben noto e accettato ubiquitariamente che ogni gastronomia popolare nel mondo è il risultato dell'interplay tra "radici" e scambi. Ciò che invece è spesso negletto è che le gastronomie popolari sono il risultato anche di una coevoluzione tra specifici ambiente naturali e comunità umane. Prendendo spunto dalle pratiche di foraging (raccolta verdure spontanee) nel Mediterraneo e nel Vicino Oriente cercheremo di analizzare come queste pratiche e gli ingredienti vegetali ad esse legati sono il riverbero di paesaggi, categorie cognitive, linguaggi, sapori e precezioni che si sono evolute nel corso di secoli e millenni in un dato endroit socio-ecologico: in una parola, dell'ecologia umana. Cercheremo quindi di riflettere sulla rilevanza di questa visione olistica per la rivitalizzazione delle gastronomie popoplari e specialmente di quelle più salutari e della rivalutazione dei cibi dal sapore amaro.

11:30

Intervento Prof.ssa Cinzia Bertea

Università degli Studi di Torino

11:30 - 12:30

Cibo e salute: il ruolo benefico dei nutraceutici presenti negli alimenti di origine vegetale

Gli alimenti non hanno soltanto un valore strettamente “nutrizionale” di fornire calorie ed energia ma possono contenere composti bioattivi che esplicano azioni diverse sull’organismo umano. Nel corso del seminario verranno illustrate le proprietà di alcune componenti alimentari o principi attivi, i cosiddetti nutraceutici, presenti negli alimenti di origine vegetale che hanno effetti positivi per il benessere e la salute umana, ivi inclusi la prevenzione ed il trattamento di alcune malattie di carattere cronico-degenerativo. Le evidenze scientifiche riguardo alle azioni benefiche di alcune di queste componenti alimentari aprono il campo a futuri e più approfonditi studi clinici necessari ad ampliare le conoscenze in questo settore e ad indagare meglio sulla loro sicurezza e modalità d’uso.

12:30

Pausa pranzo

12:30 - 15:30

15:30

Intervento Dott. Matteo Cresti

Università degli Studi di Torino

15:30 - 16:30

Cibo, identità rurali e scelte morali

Il filosofo e scrittore Wendell Berry intitolò un suo saggio “Mangiare è un atto agricolo”, mostrando come la scelta di cosa mangiare, si inserisca all’interno di un sistema complesso di questioni che vanno dalla produzione stessa del cibo, a questioni culturali sui modi di vita di chi quel cibo lo produce. È dunque impossibile scindere l’alimentazione da chi quel cibo lo produce, e in particolare dal contesto dove opera e dalla cultura di quel contesto. Molti conservatori, tra cui lo stesso Berry, utilizzano questo legame per sostenere una superiorità valoriale del mondo agricolo, portatore di valori diversi e migliori rispetto al mondo urbano, e una tutela comunitarista delle identità rurali, chiuse al mondo esterno. Dall’altro canto però una difesa del mondo rurale può essere fatta in toni diversi. Si può riconoscere che la tutela del mondo rurale è fondamentale anche per chi vive in contesti urbani, per il “lavoro ecologico” che gli agricoltori compiono. Per questo è possibile costruire politiche che da un lato tutelino identità locali e modi di vita, ma dall’altro siano aperte all’innovazione e al cambiamento. Esempio di queste politiche è quello della “carne coltivata”. Da molti vista come un pericolo per il ruolo e la vita degli agricoltori, in realtà essa dovrebbe essere vista come una tecnica che consente agli agricoltori una transizione verso forme di allevamento meno intensive, e che dunque incentiva proprio quei modi “tradizionali” di fare agricoltura che si sentono minacciati.

17:00

Tavola rotonda di studenti e studentesse

17:00 - 18:00

Giulia Querio (post-doc presso l'Università degli Studi di Torino) coordina la tavola Rotonda scientifica.

Interverranno successivamente:

- Luca Di Leva (Scuola Superiore di Studi Avanzati “Sapienza” di Roma), "Le interazioni sintrofiche all'interno della digestione anaerobica";

- Mafalda Dantonio (Università degli Studi di Torino), "L'obesità non è solo una malattia dei ricchi: un'analisi del suo rapporto con la società attraverso l'esempio di Nauru";

- Maurilio Menduni De Rossi (Scuola Superiore “Sant’Anna” di Pisa), "Cibo, abitudini sociali e microbiota intestinale: costruire identità e comunità attraverso l'alimentazione"

Venerdì 19 aprile 2024
Aula Magna - Rettorato

10:00

Intervento Prof. Eric Bou Maqueda

Università Ca' Foscari di Venezia

10:00 - 11:00

Conoscenza e gusto. Scrittura e cibo. Sui paesaggi alimentari iberici

In questa conferenza propongo aspetti dei paesaggi alimentari iberici da una prospettiva ecocritica. Il cibo è una delle componenti chiave e più evidenti della nostra identità: chi siamo, dove viviamo, da dove veniamo. Il sistema alimentare è depositario di tradizioni e identità collettive e uno straordinario veicolo di auto-rappresentazione e scambio culturale. Umberto Eco diceva che quando si arriva in un altro Paese, prima di visitare musei o chiese, è importante girovagare, osservare la gente e poi cercare il cibo locale: è fondamentale per capire il luogo e il suo modo unico di pensare. A partire da una riflessione teorica sugli aspetti chiave degli studi sul cibo (food studies), viene proposta un'esplorazione di casi chiave, rappresentativi dell'identità iberica: le storie di esplorazione della prossimità in chiave gastronomica; la perdita delle colonie dai conflitti gastronomici in Emilia Pardo Bazán; un'indagine sull'entità fluida della cosiddetta paella in Manuel Vázquez Montalbán; e un'incursione in diversi esempi di poesia gastronomica, tra cibo e affetto, in poeti come Josep Carner, Pablo Neruda e Miguel Hernández.

11:00

Tavola rotonda di studenti e studentesse

11:00 - 12:00


Riccardo Bruno (dottorando presso l'Università degli Studi di Torino) coordina la Tavola Rotonda umanistica.

Interverranno successivamente:
- Daniele Atza (Università degli Studi di Torino), "Americanized Guavas: An Analysis of Food and Identity in Puerto Rican U.S. Literature";
- Alessandro Comparato (Collegio Internazionale “Ca’ Foscari” di Venezia), "The Last Supper of the 'New Testament of eating' - An anthropological view on Biblical acts of eating through Tintoretto's Last Suppers";
- Giorgia Nicchiarelli, (Università degli Studi di Torino), "Alimentazione religiosa dei musulmani nelle carceri italiane: un caso di esclusione ed uno di inclusione"

15:30

Intervento Dott.ssa Laura Dalla Ragione

Direttore Rete DCA USL 1 dell ‘Umbria e docente al Campus Biomedico di Roma

15:30 - 16:30

Social media e disturbi del comportamento alimentare

Ogni giorno milioni di immagini riguardanti l’alimentazione vengono condivise sui social: dal caffè mattutino, al minestrone congelato, fino ai piatti stellati. Per alcune persone può essere un gioco, un modo per vivere la convivialità, per altri, come i foodblogger, un lavoro. Ma per molte persone con disturbi alimentari tutto ciò può diventare un’ossessione. E nello stesso tempo il corpo è il grande protagonista . Sempre in mostra, idolatrato, criticato, giudicato, misurato, è al centro di un mondo, quello virtuale, che è di per sé assenza di corpo. Tutti abbiamo fame di essere riconosciuti e i social media non fanno che alimentarla. Le “hall of fame”, da cui è nata l’idea del titolo di questo volume, sono stanze della gloria, luoghi fisici in cui chi è degno di essere ammirato ha il suo posto riservato. Sulle piattaforme social ognuno può avere il suo posto dove condividere le proprie capacità ed essere ammirato. Ma se ognuno può, allora ognuno deve: la fragilità tipica dell’adolescenza diventa così facile preda di questo continuo bisogno di essere ammirati, costi quel che costi. I social media costituiscono importanti fattori di rischio per i Disturbi alimentari perché hanno come principali argomenti l’immagine corporea e l’alimentazione ( la parola food è quella più cliccata sui motori di ricerca ) Il mondo degli adulti non può continuare a ignorare che, per milioni di ragazzi nel mondo, il virtuale è parte del processo di costruzione del loro reale, è il simbolico con cui governare la realtà. La coscienza, insomma, non è più cosa da carta e penna e dovremmo scendere a patti con questi cambiamenti e comprenderli, se vogliamo riappropriarci del compito più importante affidato ad una società: quello di educare i propri giovani a diventare ciò che sono, non facendoli sentire mendicanti di parole ma signori del linguaggio.

Edizione 2024

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L’idea di organizzare un convegno sul cibo è nata fra i membri del comitato dall’osservazione della realtà contemporanea, e in particolare dalla frequente mancanza, sia nella comunicazione pubblica che in quella accademica, di un approccio interdisciplinare. La discussione sull’argomento-cibo tende spesso a concentrarsi sul suo aspetto produttivo e in generale quantitativo, ovvero a metodi per aumentarne la produzione e diminuirne gli sprechi, spesso presentati con l’ottica di “sfamare la popolazione mondiale”. D’altro canto, mai come oggi siamo ossessionati dall’alimentazione, dal mangiare sano, mai come oggi il cibo è diventato veicolo di idee politiche, strumento di comunicazione e di costruzione identitaria (si vedano ad esempio le polemiche su nuovi cibi, come la carne sintetica, in rapporto alla supposta identità italiana), e infine mai come oggi siamo esposti continuamente a immagini e rappresentazioni del cibo. Pertanto, il Forum Ferdinando Rossi 2024 si propone di dialogare e far dialogare su questi temi, nell’ottica interdisciplinare che ci ha sempre contraddistinto. Il convegno sarà anticipato da una conferenza introduttiva autunnale e si strutturerà in tre giornate, in cui chiederemo a esperti di intervenire sul tema e in cui metteremo a dialogo, in due tavole rotonde, studenti di Unito, Polito e altre realtà universitarie.


Abstract selezionati dalla Call For Papers

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Il Comitato Organizzatore è lieto di annunciare autori e autrici degli abstract selezionati il 24 marzo 2024 nell'ambito del bando Call For Papers 2024 per la Tavola Rotonda FFR Per tutti i dettagli, si rimanda al verbale.

SCARICA IL VERBALE

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Frequently asked questions

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Cos'è il Forum?

Il Forum Ferdinando Rossi è un evento culturale annuale, gratuito, che propone una visione a 360° di un tema di grande attualità.

Chi interverrà?

Relatori che, a partire dai propri differenti campi di ricerca, convergeranno sulla tematica prescelta.

Quando?

L'edizione 2024 si terrà dal 17 al 19 aprile.

Chi può partecipare?

L’evento è aperto a chiunque sia interessato, anche a singoli interventi.

Dove?

Il 17 e 18 aprile presso l'Aula di Scienze Umanistiche "Benvenuto A. Terracini", situata al fondo del piano rialzato di Palazzo Nuovo, Via Sant'Ottavio 20, Torino, al termine del corridoio centrale, lato corso san Maurizio, con entrata dall'ingresso principale di Via Sant'Ottavio 20

Il 19 aprile presso Aula Magna del Palazzo del Rettorato" dell'Università, con accesso in Via Po 17 o Via G. Verdi 8, Torino.